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Quag il motore Social made in Italy
marzo 2013 archivio >>

Corriere.it - 21 marzo 2013

Si chiama Quag il motore di ricerca social “made in Italy”. Operativo da oggi sul sito www.quag.com. Il nome nasce dai termini inglesi Query e Tag. La differenza sostanziale dispetto ai search engine tradizionali come Google, Bing e Yahoo è quella di non lasciare solo l’utente dopo che ha fatto richiesta di informazioni. Perchè Quag, dopo avere fornito le risposte, segnala gli utenti che hanno eseguito ricerche sullo stesso argomento. Creando così una community in grado di interagire, scambiandosi pareri e consigli. Dunque la classica search da operazione puramente passiva che restituisce sequenze di link da consultare, si trasforma in attiva con l’interazione degli altri. E non è poco, considerando che la segnalazione di chi ha fatto richieste analoghe avviene in tempo reale, nella stessa pagina della consultazione.

L’ADD-ON CHE INTEGRA QUAG A GOOGLE
Interessante osservare che Quag integra al suo interno i motori più usati nel web, Google e Bing. Quindi, se l’utente non fosse interessato alla funzione social, ottiene gli stessi risultati generati dai due (solo Google riceve 3,2 miliardi di query al giorno). Il valore aggiunto di Quag sta nel tasto «chiedi a loro», quello che mette in contatto diretto le persone con interessi analoghi. Non solo. Gli sviluppatori italiani hanno avuto un’idea geniale. Un semplice add-on, cioè un’applicazione gratuita, presente in home page, che si installa in pochi secondi e si posiziona nella barra laterale di Google. Questo consente di non cambiare il motore di ricerca usuale, ma ricorrere alle potenzialità di Quag quando si ritiene necessario. La barra viene nascosta in ogni momento con un click. Inoltre, nel rispetto della privacy, chi effettua ricerche non conoscerne l’identità fisica delle altre persone.

ECCO GLI ITALIANI CHE HANNO SVIPUPPATO QUAG
Una ventina di giovani sviluppatori, in maggioranza esperti softwaristi dislocati tra Padova e Cagliari, sono partiti da zero lo scorso agosto e in sette mesi hanno sfornato oggi la prima versione (beta) di Quag. E come tutti i motori di ricerca, sarà in continua evoluzione. Un progetto nuovo, che ha visto riscrivere gli algoritmi e ogni singolo statement di programma. Alla testa del team il milanese Luca Giorcelli (46 anni), esperto di web 2.0. Invece a finanziare l’operazione con 1,2 milioni di euro troviamo Mariano Pireddu (49 anni) da oltre 15 anni presente nel mondo internet e delle Tlc, nonché investitore del progetto Volunia.

ISTELLA IL MOTORE TISCALI DEI CONTENUTI
Ma questa settimana ha visto la luce un altro motore di ricerca “made in Italy”. E’ Istella di Tiscali. La particolarità? Scandaglia 3 milioni di siti e 3 miliardi di pagine web, con una caratteristica. Dopo avere formulato la richiesta, il motore di Renato Soru accede in modo privilegiato a contenuti e archivi che “pescano” nella cultura italiana. Un risultato ottenuto grazie alla collaborazione con l’Istituto Treccani, l’Agenzia Stampa LaPresse, l’Icar-San (Istituto Centrale Archivi del Ministero Beni Culturali), l’Iccu (Istituto Centrale per il Catalogo Unico del Ministero Beni Culturali), la Guida Monaci e Blom Cgr (Compagnia Generale Riprese aeree) un’azienda specializzata nel telerilevamento. Oltre alla funzione di ricerca, Istella consente di inserire e condividere contenuti personali. A questo punto la parola, o meglio il click, passa ai cybernaviganti. Saranno loro a decretare il successo dei “motori” del Bel Paese.

twitter @utorelli








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