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NUOVA ZELANDA: TERRA DOLCE E SELVAGGIA AGLI ANTIPODI DEL MONDO
Quattro milioni e mezzo di abitanti, trentadue milioni di pecore e migliaia di colline vedi. E’ questo il paesaggio, allo stesso tempo dolce e selvaggio, che caratterizza l’isola del Nord in Nuova Zelanda. Per sette-otto giorni di permanenza conviene mettere in programma un tour circolare che parte e arriva a Auckland. La seconda città dopo la capitale Wellington, famosa per le regate oceaniche e la bellezza della baia che la circonda. Ma basta percorrere 250 chilometri verso l’interno per essere in piena terra Maori. Un popolo fiero, di combattenti nati, discendente dai primi polinesiani che arrivarono dalle isole del pacifico ottocento anni fa. Si stabilirono nelle zone centrali del paese perché ricche di geyser e pozze d’acqua calda, necessarie a riscaldarsi nei rigidi inverni e per cucinare l’hangi. Il cibo cotto (carne e verdure) in una buca, preriscaldata con pietre roventi. Ancora oggi i Maori sono legati alla cultura e tradizioni degli antenati. Si capisce appena varcando il portale di legno del villaggio di Te Puia, dove sono scolpite le maschere rituali della tribù. Ad accogliere il viaggiatore sono uomini e donne schierati nel cortile centrale per eseguire nella danza rituale dell’haka. In origine il forte canto, gridato del capo, serviva come avvertimento per intimidire gli avversari prima dei combattimenti. Adesso è famosa per il Ka Mate intonato dai rugbisti All Blacks prima di ogni incontro.

La magica città degli Hobbit
Basta spostasi di un centinaio di chilometri nella regione di Waikato, per trovarsi immersi nel mondo incantato di Hobbiton. Siamo a Matamata, fino al 1998 uno tranquillo e sconosciuto paese che viveva di farmer. Una vita dedicata all’allevamento e tosatura delle pecore, e bere birra nel pub i fine settimana. Poi il regista Peter Jackson scelse queste colline per il set della trilogia “Il Signore degli anelli”. Occorse il lavoro di un anno per creare il villaggio degli Hobbit, con un trentina di casette dalla porta circolare, il villaggio col mulino sul laghetto e il prato con “l’albero delle feste”. Adesso Hobbiton è la principale attrazione della Nuova Zelanda. Arrivano da tutto il mondo per visitarla. E per i neozelandesi è diventato un business. Da non perdere il tour di una mezza giornata da fare in compagnia di una guida che vi spiegherà ogni particolare e curiosità. Nel prezzo del biglietto (35 euro) è compresa la sosta finale alla taverna del Green Dragon per gustare una pinta di birra fresca. Link utili: www.maoritourism.co.nz, www.newzealand.com, www.hobbitontours.com.

La scheda - Nuova Zelanda
Dove siamo: dall’altra parte del mondo, 12 ore esatte di fuso orario (avanti). Un viaggio in Nuova Zelanda richiede un budget di almeno 2500 euro per una settimana effettiva di visite, a cui aggiungere 4-5 giorni di transit. Il costo medio della vita è il 20%-30% superiore all’Italia.

Come arrivarci: per il volo è consigliata una tappa intermedia in Australia per riprendersi dalle prime 24-30 ore di jetlag. In economy per Sydney, Melbourne e Adelaide si trovano posti da 1300-1500 euro con Qantas, Cathay, Singapore. Per la tratta su Auckland Air New Zealand propone voli low-cost attorno a 350 euro.

Prodotti tipici: gli indumenti e i manufatti di lana, in particolare il cachemire di lana Merinos (costa anche qui), artigianato Maori con statue di legno intagliate a mano.

I piatti da non perdere: a farla da padrone l’agnello alla brace, nella regione centrale da assaggiare l’hangi. Piatto unico della cucina Maori a base di carne (manzo e maiale) con patate e verdure cotte in una buca riscaldata in precedenza con pietre bollenti. Niente condimenti, né salse. Solo cibo all’insegna del mangiar sano.

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