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3DTv: il via dai mondiali 2010
settembre 2009 ↓ scarica pdf archivio >>

Un effetto grafico di grande impatto. Emozionante. Con le immagini che sembrano uscire dal piccolo schermo. Così il telespettatore ha la sensazione di “entrare” nel film, o stare a bordo campo per la partita di calcio. Stiamo parlando della nuova frontiera della 3DTv. L’ultima generazione di televisori in altissima definizione che porteranno tra le mura domestiche immagini “reali”. All’Ifa di Berlino, la rassegna europea di settembre, con il meglio del mondo audio-video, i produttori di schermi piatti hanno indicato giugno 2010 come data di inizio per le trasmissioni 3D. L’occasione arriverà dai prossimi mondiali di calcio del Sud Africa. Un po’ come era successo agli europei con l’Hd.

I fortunati che potranno permettersi un nuovo apparecchio (un 40-42 pollici costerà attorno a 2500-3000 euro), avranno l’emozione di seguire ogni singola azione con giocatori e pallone che “schizzano” fuori dallo schermo. Ma come già avviene per il cinema 3D, è necessario indossare gli speciali occhiali polarizzati (shutter).
Un assaggio delle potenzialità future lo ha appena offerto il Centro di Ricerche e Innovazioni Tecnologiche della Rai di Torino, in occasione della 61esima edizione di Prix Italia (20-26 settembre). Mostrando un filmato in super-alta definizione (4 volte l’attuale) sulla città di Torino, messo a punto in collaborazione con Avid. Un’azienda americana specializzata in soluzioni digitali audio-video. Ecco come funziona un programma televisivo in 3D.

«In fase di ripresa sono necessarie due videocamere per catturare le immagini live – spiega Alberto Morello, direttore del Centro Rai di Torino - perchè per creare l’effetto tridimensionale bisogna filmare lo stesso fotogramma con la visione sinistra e destra». Il segnale ottenuto viene poi elaborato da uno speciale codificatore digitale e trasmesso via satellite al decoder in casa dell’utente. Sarà poi il processore del televisore a produrre le immagini a tre dimensioni. Il resto lo fanno “occhialini” e cervello umano.

Già a inizio anno al Ces di Las Vegas hanno presentato televisori da 40 a 56 pollici “3D ready”. Quindi predisposti alla doppia ricezione: trasmissioni in alta definizione, ma anche immagini tridimensionali. Panasonic è andata oltre con una super-Tv in tecnologia plasma 3D da 103 pollici, da abbinare all’home theatre per guardare film. Interessante la soluzione Sony presentata con l’apparecchio Lcd Bravia 3D. In pratica lo stesso televisore viene abilitato per ricevere segnali in 3D anche dalle nuove PlayStation3, da videocamere digitali semiprofessionali e lettori Blu-Ray. Il risultato è sempre lo stesso. Altissima qualità delle immagini, con un realismo sul piccolo schermo paragonabile ai filmati cinematografici.

Dai produttori arriva però una raccomandazione. Quella di non indossare gli occhiali per lunghi periodi (oltre un paio d’ore), perché potrebbero risultare fastidiosi. Ma quanto dovremo attendere per guardare programmi 3D a occhio nudo? «la sperimentazione dei cosiddetti schermi di tipo multi-view è in atto – conclude Morello - ma ci vorranno almeno 10 anni per raggiungere la qualità degli attuali sistemi con occhiali». Dal punto di vista tecnologico bisognerà produrre televisori Lcd con una definizione e qualità delle immagini da 50 a 100 volte superiore agli attuali HdTv. Philips è tra le prime ad avere sperimentato i nuovi sistemi, installati in alcuni casinò di Las Vegas. Vengono usati su grandi schermi al posto delle tradizionali roulette e slot-machine.








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